La carriera di
Mattia Cattaneo (
UC Trevigiani) inizia qui. Chi vince il
Giro d’Italia dei dilettanti è per definizione un astro in rampa di lancio, e ora anche questo giovane bergamasco di poche parole vede schiudersi di fronte a sé prospettive finora solo sognate.
Una cosa è certa: un
Giro d’Italia, sia pure in versione “baby”, non si vince per caso. Ci vogliono gambe, testa, tempra e sangue freddo. Cattaneo ha fatto sfoggio di tutto ciò, e agli scettici vale la pena ricordare che il suo successo al Girobio (epiteto con cui viene chiamato il Giro d’Italia per dilenntanti èlite e under 23) segue a ruota quello ad un’altra corsa a tappe, il Giro della Pesca Nettarina di Romagna.
Questo Giro se l’è dovuto sudare fino all’ultimo. Dove non sono arrivati i suoi avversari è arrivata la sfortuna, ma lui è stato più forte anche di quella. L’ultima tappa, nell’inoffensivo circuito di Asiago che ha visto primeggiare Zanotti, gli ha teso un tranello quando mancavano sei chilometri. La ruota anteriore di Cattaneo si è rotta: alcuni raggi si sono spezzati e il cerchione ha iniziato a sbattere sui forcellini. E lui che ha fatto? Niente. Ha spinto come un forsennato per far sì che la ruota girasse, senza dire una sola parola ai compagni di squadra. Sarebbe bastato che qualcuno dei suoi perdesse il sangue freddo e si sarebbe scatenata la bagarre, e allora amministrare quei 26 secondi di vantaggio su Anacona sarebbe diventata un’impresa.
Mattia Cattaneo, 21 anni ad ottobre, viene da un’annata senza clamori, ma ha già dimostrato di avere le stigmate del predestinato. Come al secondo anno da junior, quando vinse l’argento al campionato del mondo su strada.
In questo Girobio è balzato in testa alla classifica generale al termine della quarta tappa, la Pietrelcina-Montecassino. Sono seguiti sei giorni da leader, nei quali ha dato il massimo di se stesso, resistendo ad una raffica di attacchi e anche alle proprie giornate storte. Pareva che nella cronometro di Giulianova dovesse capitolare, invece ha fatto vedere di che pasta è fatto anche quando si combatte contro il tempo. Pareva che dovesse lasciarci le penne nel tappone del Brocon e della Barricata, e invece ha mostrato i muscoli anche nelle lunghe salite.
Lo staff ProAction ringrazia Mattia Cattaneo e tutta l’UC Trevigiani, in primis Remo Mosole e Mirko Rossato, per l’ennesimo successo internazionale su strada!
Mattia Cattaneo è nato ad Alzano Lombardo (Bergamo) il 25 ottobre 1990. E’ un passista scalatore, alto 1,82, peso forma 60 chilogrammi. Ha conseguito il diploma di perito agrario.
Al secondo anno da junior ha vinto quattro corse. Si è classificato secondo al campionato del mondo su strada e sesto all’europeo. Da Under, nel 2009 ha vinto la classica di Poggiana e nel 2011 la 4^ tappa e la classifica generale del Giro della Pesca Nettarina di Romagna. L’
UC Trevigiani utilizza Mineral Plus Isotonic, Fit Fruit Bar, Carbo Sprint BCAA, Carbo Sprint Volata, R Pro Recupero.