Allenamento : la Supercompensazione

Pubblicato il 10-10-2016
Allenamento : la Supercompensazione

Cosa è la Supercompensazione e come si attua in un protocollo di allenamento.

Sono tanti i termini che vengono usati da allenatori e preparatori atleti, tra questi “la Supercompensazione'', parolone che lascia meravigliati molti atleti, nella realtà si tratta di un meccanismo biologico, che stà alla base di ogni allenamento. Modello teorico che spiega il processo di adattamento dell'organismo ad un determinato stimolo allenante. Questo stimolo si fonda sullo stato di equilibrio dinamico, detto omeostasi, che regola tutte le attività del nostro corpo.

Corro, pedalo, nuoto, come si spiega che il mio organismo riesca lentamente a sopportare carichi sempre più elevati? Questo avviene perchè qualsiasi condizione che perturba l'equilibrio organico, viene immediatamente compensata, nel limite del possibile, da una reazione uguale e contraria, tesa a riportare il sistema in equilibrio. Il processo di affaticamento e indotto dall'esercizio fisico, viene così compensato da una serie di reazioni, atte ad incrementare i processi rigenerativi anabolici.

Tali reazioni possono essere interpretate come un sistema di difesa dell'organismo che, tramite esse, cerca di ricostruire l'equilibrio perduto.

La supercompensazione è la risposta fisiologica alla rottura dell'omeostasi da parte dello stimolo allenante. Per non soccombere al ripresentarsi di un carico della medesima intensità, l'organismo innesca così un processo di supercompensazione, che ha lo scopo di migliorare il livello prestativo originale. Le riserve metaboliche, il metabolismo e le varie strutture anatomiche sollecitate, non tornano quindi allo stato iniziale ma, per breve tempo, lo superano, collocandosi ad un valore leggermente superiore. Proprio su tale capacità si fonda l'intero concetto di supercompensazione (processo di adattamento dell'organismo a carichi di lavoro progressivamente crescenti).

NELLA PRATICA

Affinché la supercompensazione avvenga, è necessario che lo stimolo allenante rispetti alcune caratteristiche fondamentali. Innanzitutto l'impegno fisico deve raggiungere o superare una soglia limite, in modo da indurre uno stress fisico importante. Se il carico applicato fosse troppo debole il processo di supercompensazione non avverrebbe. Solo gli stimoli di volume, intensità e frequenza adeguata alle capacità fisiche del soggetto, stimolano la supercompensazione o adattamento. Per sfruttare tale caratteristica, l'esercizio fisico deve prendere in considerazione vari parametri, quali:

  • INTENSITA‘: difficile da valutare, poiché da essa dipende anche il meccanismo che fa scattare l'omeostasi, la progressione di questo stimolo deve mantenere una regolarità di crescita progressiva e costanete.
  • DURATA E INTENSITA': altro dato decisamente soggettivo in genere legato al periodo agonistico densità:
  • VOLUME E FREQUENZA: sono l'ago della bilancia, due valori che possono andare in contrasto, il volume condiziona di fatto la frequenza e la frequenza a sua volta condiziona il Volume, una programmazione perfetta tiene conto di questi due valori come priorità assoluta.

Questi elementi caratterizzano il carico ESTERNO. Ma esiste anche un carico INTERNO, variabile da persona a persona, che rappresenta il tipo di effetti che l'esercizio induce su un determinato organismo (importanza del monitoraggio continuo tramite il diario di allenamento).

Se il carico di allenamento è eccessivo e non viene compensato da un adeguato periodo di recupero, si crea un pericoloso stato di sovrallenamento, con declino o ristagno prestativo.