Allenamento Triathlon indoor : Indoor brick-training

Pubblicato il 02-04-2020
Allenamento Triathlon indoor : Indoor brick-training
Indoor brick-training: l’allenamento che permette al triatleta di mantenere viva l’essenza della multidisciplina anche in piena emergenza Covid-19 

Negli allenamenti combinati l’obiettivo generale della seduta si esprime nell’esercizio sia metabolico che tecnico-coordinativo delle transizioni. Le transizioni rappresentano l’elemento di continuità che trasforma la somma di tre diversi sport in un’unica disciplina sportiva: il Triathlon. In una gara le transizioni che vengono effettuate dagli atleti sono due: transizione nuoto-ciclismo (T1) e transizione ciclismo-corsa (T2).

Da un punto di vista dei metabolismi energetici, in entrambe le transizioni, è preponderante il ricorso al meccanismo anaerobico lattacido, la cui non perfetta funzionalità può condizionare negativamente lo svolgimento di tuta la gara. Rispetto agli aspetti tecnico-coordinativi propri della multidisciplina, risulta indispensabile automatizzare tutte quelle gestualità che compongono le sequenze di motricità che il triatleta deve effettuare per compiere la transizione stessa. L’allenamento combinato deve quindi considerare entrambi gli aspetti appena descritti: sia metabolici che tecnico-coordinativi

Nell’allenamento combinato in condizione indoor, che chiaramente prevede la disponibilità di rulli e treadmill, possiamo iniziare la seduta partendo dalle prime fasi della prima transizione: indossare il casco, salire in bici con scarpe attaccate ai pedali fermandole in posizione corretta con degli elastici, salire con i piedi sopra le scarpe, avviare la pedalata e indossare le scarpe senza interrompere il ciclo della pedalata. Eseguita la parte metabolica di bike sui rulli, che deve precedentemente essere strutturata nel dettaglio, possiamo proseguire simulando il passaggio alla seconda transizione. La seconda transizione inizia durante le ultime pedalate dell’esercizio in bike in cui si può, in sicurezza, slacciare le scarpe e pedalare con i piedi sopra alle stesse per poi scendere e simulare in piena soluzione di continuità il passaggio alla corsa: scendere di bicicletta, calzare il più velocemente possibile le scarpe e avviare la corsa sul treadmill.

Attenzione: tutte queste operazioni, per rendere l’esercizio efficace da un punto di vista coordinativo, dovremmo eseguirle in maniera più verosimile possibile. Pedalare sui rulli è comodo ma allo stesso tempo è un’estrema facilitazione rispetto alle reali condizioni outdoor: sui rulli l’atleta non è soggetto alle difficoltà relative all’instabilità e ai disequilibri che si hanno all’esterno, quindi è importante tenere presente questo aspetto ed evitare eccessive semplificazioni. Per ridurre l’impatto della facilitazione è fondamentale eseguire la transizione al massimo della velocità in ogni sequenza, evitare di guardare a terra o verso i pedali e le scarpette e cercare di eseguire una sequenza di salita e di discesa dalla bici più reale possibile a quella che si effettua in gara o nelle stesse esercitazioni outdoor.

Se ci soffermiamo sugli innumerevoli dettagli che si nascondono dietro alle sequenze motorie proprie delle transizioni e se pensiamo alla difficoltà della loro esecuzione in condizioni di affaticamento fisico e mentale come accade in gara, capiamo come l’allenamento della transizione sia un esercizio irrinunciabile per i triatleti di ogni livello.

I Brick training possono essere proposti in forma singola, effettuando un’unica transizione da una disciplina all’altra, oppure in forma ripetuta in cui si richiede più volte l’esecuzione delle transizioni bici-corsa e corsa bici come avviene nei duathlon.

Risulta generalmente più semplice effettuare la transizione classica bici-corsa in forma singola e in condizione out-door, più difficile da un punto di vista logistico è invece l’esecuzione del combinato in forma ripetuta. Il combinato o multicombinato ideale presuppone la possibilità di creare una situazione perfettamente sovrapponibile al contesto gara, sia in termini di caratteristiche spaziali che in merito ai tempi di esecuzione; aspetti che non per tutti i triatleti sono di semplice organizzazione per vari motivi: mancanza di spazio, tempi di gestione della transizione troppo lunghi, mancanza di ambienti sicuri, ecc…

L’ambiente indoor, invece, offre il privilegio di svolgere queste esercitazioni in sicurezza e in perfetta soluzione di continuità come richiesto in gara: aspetti di importanza trasversale sia per i neofiti che per i veterani.

La situazione di quarantena obbligata che stiamo vivendo, disponendo di rulli e treadmill, ci permette di eseguire allenamenti combinati e multicombinati in condizione indoor. Possiamo quindi sfruttare il momento a nostro favore andando ad analizzare ed approfondire gli aspetti tecnici e coordinativi e a potenziare quelli metabolici.

Per l’esercizio degli innumerevoli aspetti già citati relativi alla parte coordinativa,  consigliamo di rappresentarsi mentalmente tutte le sequenze, guardare filmati delle transizioni degli atleti olimpici, provare lentamente tutte le sequenze per capire bene personalmente quali sono gli approcci migliori e ricercare la fluidità nei passaggi; il combinato invece rappresenta il momento in cui poter provare a stressare la velocità di esecuzione delle transizioni in condizioni di affaticamento e quindi vicini o sovrapponibili alle condizioni di gara. Rispetto alla parte di esercizio metabolico risulta importante programmare le sedute in maniera coerente con il livello condizionale dell’atleta e in linea con la tipologia di distanza di gare per cui l’atleta si sta allenando. Ricordate inoltre di fare vostri tutti i dettagli del regolamento federale per non incorrere in spiacevoli penalizzazioni sul campo gara.

ROLLING DREAMERS

Matteo Venzi Co-Founder

Andrea Gelli Co-Founder

Luca Zaina Head Coach

Giovanni Pontiggia Assistant Coach

 

A cura di: Ufficio Stampa ProAction

 

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