Il pasto sgarro (cheat meal)

Pubblicato il 19-02-2018
Il pasto sgarro (cheat meal)
Il pasto sgarro o cheat meal, consigli per goderselo al meglio

Premetto…. Non sono un grande fan dello sgarro settimanale per buona pace della stragrande maggioranza dei miei pazienti che decidono di farsi “torturare'' da me. Però devo aggiungere che ci sono molti casi in cui un “pasto più libero'' nella settimana possa essere utile, ovviamente se fatto con buonsenso.

Quindi escludiamo dolci, alimenti raffinati e cibi malsani che non solo non sono una buona idea ma potrebbero crearci non pochi problemi per la nostra attività (poi non venite a piangere da me).

Quando potrebbe essere utile il pasto di sgarro?

Quando sono alla ricerca di un calo ponderale importante, molte persone utilizzano schemi o diete che vanno molto al di sotto del loro basale scendendo anche troppo con l'apporto calorico settimanale, questo può determinare alcune variazioni a livello del nostro metabolismo e della situazione ormonale generale, situazione tutt'altro che vantaggiosa.

Dove sta' allora il problema? Quando si cala troppo con le calorie e i nutrienti!

La mia alimentazione dovrebbe essere in grado di sostenermi durante tutti gli allenamenti intensi, se questo non avviene, se faccio i classici errori come quello di togliere completamente i carboidrati ecc., si finisce col far calare il metabolismo e col perdere ciò che non si dovrebbe, ossia anche quella massa muscolare tanto agognata.

Morale della favola? Non posso stare perennemente in restrizione calorica.

In questi casi un pasto di sgarro o Refeed può aiutare a riportare un po' di equilibrio facendo estrema attenzione e lasciando così più spazio ai tanto amati carboidrati. Il pasto di Refeed o sgarro va impostato come la dieta e deve essere personalizzato per ogni atleta!

Può dipendere dalla nostra composizione corporea, dai nostri obiettivi, da quanto vogliamo essere specifici, da come mangiamo di solito nella quotidianità ecc. Chi segue ad esempio regimi alimentari con molti carboidrati, diciamo indicativamente il 50-60% della calorie e con un apporto calorico sostanzioso, è un buon “ossidatore di zuccheri'' e molto probabilmente tollera meglio uno sgarro glucidico, come ad esempio un piattone di pasta.

Chi normalmente si alimenta con molti grassi e pochi carboidrati, probabilmente tollera meglio uno sgarro lipidico.

Come rimedio?

Devo programmare la mia settimana! Se sono consapevole che il sabato sera sforerò di 1500kcal, queste vanno ridistribuite durante gli altri giorni. Dopo l'allenamento quando le scorte di glicogeno sono depletate, abbiamo una finestra d'opportunità in cui i carboidrati saranno diretti al muscolo.
Diversi lavori scientifici ha mostrato che ricariche glucidiche anche di 600-700g non facevano ingrassare ma l'eccesso veniva trasformato in calore dal corpo. Sgarrare così coi carboidrati è la scelta migliore che si possa fare. Ma i grassi devono rimanere bassi. Se si mischiano i due macronutrienti, come viene col cenone di Natale, l'insulina farà subito depositare i grassi.

Dopo una deplezione di glicogeno, se sappiamo scegliere gli alimenti possiamo avere un forte surplus glucidico per 48h, prima che la sensibilità all'insulina ne risenta.

Insomma, è vero che il vero sgarro è mangiare di tutto incondizionatamente, ma un buon compromesso potrebbe essere quello di prediligere dolci non grassi ma zuccherini.

Poi ricordiamoci che in alcuni casi e sotto consiglio di un professionista possiamo sfruttare alcuni importanti alleati quali il nostro termogenico “Thermostack gold'' e il “Pinkfit Block''.

In associazione ad un regime alimentare controllato, questi due prodotti posso fornire un grosso aiuto anche nei nostri giorni di “sgarro'', che vi ricordo calorosamente devono essere affrontati con buon senso!