Roma corre fortissimo: Acea Run Marathon 2026 tra record e prestazioni top

Pubblicato il 23-03-2026

La Acea Run Rome The Marathon 2026 entra nella storia con un’edizione da record, capace di coniugare numeri straordinari e prestazioni di altissimo livello. Tra le maratone più rilevanti del panorama europeo e prima tappa del circuito European Marathon Classics, la corsa ha richiamato oltre 36mila partecipanti da ogni parte del mondo, rafforzando il ruolo di Roma come capitale internazionale del running.

Mai così tanti atleti stranieri avevano preso parte alla maratona capitolina. Un colpo d’occhio suggestivo già dalla partenza ai Fori Imperiali, fino all’arrivo al Circo Massimo, lungo un percorso unico che attraversa secoli di storia e bellezza. Un’esperienza che va oltre la competizione e che ha coinvolto anche il pubblico grazie a momenti di forte valore simbolico, come l’iniziativa solidale Run4Rome e “Un minuto di rumore”, dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

Sul piano sportivo, la gara maschile ha regalato un finale emozionante. Il keniano Asbel Rutto ha conquistato la vittoria in 2h06:32, confermando il successo già ottenuto nel 2024 al termine di una sfida serrata fino agli ultimi metri. Alle sue spalle, staccati di pochi secondi, Henry Tukor Kichana e Lencho Tesfaye Anbesa, protagonisti di una corsa combattuta e decisa solo allo sprint.

Dominio netto invece nella prova femminile, dove Pascaline Kibiwot ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, chiudendo in 2h22:44 e firmando il nuovo record della maratona di Roma. Un risultato che migliora il primato precedente e certifica una prestazione di assoluto valore internazionale. Sul podio anche Genet Tadesse Robi e Aberash Fayesa Robi.

Oltre all’aspetto agonistico, la manifestazione si conferma un volano importante anche sotto il profilo economico e sociale, con un indotto stimato intorno ai 120 milioni di euro. Un evento capace di promuovere turismo, inclusione e solidarietà, come sottolineato anche da Papa Leone XIV che, durante l’Angelus, ha definito la maratona “un segno di speranza”, ribadendo il valore dello sport come strumento di pace e condivisione.

Prodotti correlati