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Ahmed Ouhda verso la maratona degli Europei di Birmingham

Pubblicato il 10-08-2026

L’atleta ProAction si prepara alla maratona dei Campionati Europei di Birmingham. Dall’allenamento in altura ai 195 km settimanali, passando per lunghissimi frazionati e lavori a ritmo gara: Ahmed Ouhda racconta a Runner’s World il percorso che lo sta portando verso la sfida europea.

Ci sono gare nelle quali il risultato conta. E poi ci sono gare nelle quali conta soprattutto sapere di aver espresso tutto quello che si aveva.

Per Ahmed Ouhda, la maratona degli Europei di Birmingham 2026 appartiene a entrambe le categorie. L'obiettivo è ambizioso: entrare nella top 10 europea. Ma, come racconta nell'intervista pubblicata da Runner’s World, la vera soddisfazione arriverà dal traguardo, indipendentemente dalla posizione finale.

«Sarei contento se arrivassi nei primi dieci, ma, al di là della posizione, vorrei tagliare il traguardo soddisfatto e consapevole di aver dato tutto».

Una frase che racchiude bene l'approccio con cui l'atleta ProAction sta affrontando le settimane che precedono l'appuntamento continentale.

34 giorni di ritiro e fino a 195 chilometri a settimana

La maratona si costruisce molto prima del giorno della gara. Per Ahmed Ouhda significa soprattutto volume, continuità e capacità di trasformare i chilometri in condizione atletica.

Intervistato da Runner’s World, Ahmed racconta di trovarsi a Celerina, in ritiro insieme agli altri fondisti italiani convocati per gli Europei. Un periodo di preparazione particolarmente intenso: 34 giorni di ritiro e un solo giorno di riposo, con un carico di lavoro che ha raggiunto il picco di 195 chilometri settimanali.

Il volume abituale di Ouhda si attesta invece intorno ai 180 km a settimana, un dato che racconta quanto sia diventata centrale la resistenza nel suo percorso di crescita come maratoneta.

«Anno dopo anno sto incrementando il mio volume settimanale», spiega Ahmed.

È un'evoluzione costruita anche attraverso l'esperienza maturata nelle maratone di Venezia, Berlino e Siviglia, appuntamenti che gli hanno permesso di conoscersi progressivamente sulla distanza dei 42,195 km. Uno degli aspetti più interessanti dell'intervista a Runner’s World riguarda il modo in cui Ouhda sta affrontando i lunghi specifici.

Durante questa preparazione ha completato quattro lunghissimi da 30, 32, 35 e 38 chilometri, ma senza affrontarli tutti allo stesso ritmo.

La strategia è quella del lungo frazionato: una prima parte più controllata, seguita da una progressione e da un lavoro specifico nella parte finale.

Un esempio raccontato dallo stesso Ahmed prevede i primi 10 chilometri intorno a 3'30"/km, prima di aumentare progressivamente il ritmo e arrivare alla parte più impegnativa dell'allenamento.

Negli ultimi 10 chilometri, il lavoro alterna un chilometro forte, intorno a 3'05"/km, a uno di recupero a circa 3'20"/km.

Un'impostazione che riproduce, almeno in parte, una delle caratteristiche più importanti della maratona: la capacità di cambiare ritmo quando le gambe iniziano a essere affaticate.

Nella preparazione di Ouhda trova spazio anche un altro allenamento tipico del mondo della maratona: il medio variato.

Tra gli esempi citati nell'intervista c'è un lavoro composto da 5 x 4 km a 3'00"/km, intervallati da un chilometro di recupero a 3'20"/km.

Secondo Ahmed, sessioni di questo tipo assumono particolare importanza avvicinandosi alle gare di campionato perché permettono di allenare i cambi di ritmo e di simulare alcune delle dinamiche che possono verificarsi durante una gara senza lepri.

Ed è proprio questo uno degli elementi che renderà Birmingham una sfida diversa da una maratona tradizionale.

Birmingham: una maratona senza lepri e con un livello altissimo

Il livello della maratona europea sarà elevato. Ahmed considera il lotto dei favoriti particolarmente ampio, con diversi atleti accreditati di tempi tra 2h06' e 2h08'.

Ma la maratona di un campionato europeo può seguire una logica completamente diversa rispetto a una gara costruita per ottenere il miglior tempo possibile.

A Birmingham non ci saranno lepri a dettare il ritmo. Questo significa che tattica, gestione delle energie e capacità di leggere la gara potrebbero diventare determinanti.

Secondo la previsione di Ouhda, il titolo europeo potrebbe essere assegnato con un tempo intorno alle 2h07'.

Ma, come spesso accade nelle gare di campionato, il risultato finale potrebbe dipendere più dalla posizione che dal cronometro.

Un percorso «duro, muscolare e nervoso»

Ahmed conosce già il percorso di Birmingham e non nasconde che sarà impegnativo.

Lo definisce «duro, muscolare e nervoso», caratteristiche che, però, potrebbero adattarsi bene alle sue qualità fisiche.

«Sono un atleta strutturato a livello muscolare», spiega Ouhda.

Un percorso tecnico e impegnativo potrebbe quindi diventare un elemento favorevole per un atleta abituato a fare affidamento anche sulla propria struttura fisica e sulla capacità di sostenere lo sforzo.

La maratona italiana corre sempre più forte

Un altro tema centrale dell'intervista è la crescita della maratona italiana.

Negli ultimi anni il livello nazionale è aumentato in modo significativo e la competizione interna è diventata uno stimolo ulteriore per tutti gli atleti.

Lo stesso Ouhda considera questa evoluzione «super stimolante».

Il dato più significativo è il miglioramento del record italiano sulla distanza, ritoccato più volte in un arco di tempo molto breve. Una crescita che ha modificato anche la percezione dei risultati.

Correre in 2h10', fino a pochi anni fa considerato un risultato di assoluto rilievo, oggi può non essere sufficiente per conquistare un posto nella squadra azzurra.

Per Ahmed questo significa una cosa molto semplice: alzare continuamente l'asticella.

«Ora so che, per fare il primato italiano, devo correre in 2h04'», racconta nell'intervista.

E aggiunge una frase che sintetizza perfettamente il momento della maratona: «Il mondo e l'Italia stanno correndo veloci».

ProAction al fianco di Ahmed Ouhda

La maratona è una disciplina nella quale la performance nasce dalla somma di moltissimi elementi: allenamento, recupero, gestione dello sforzo, programmazione e nutrizione.

Per un atleta che arriva a correre 180-195 chilometri alla settimana, la capacità di sostenere il carico e arrivare alla gara nelle migliori condizioni possibili diventa parte integrante della preparazione.

È all'interno di questo percorso che si inserisce anche la collaborazione con ProAction, al fianco di Ahmed Ouhda nel suo percorso verso la massima performance.

La crescita di Ahmed racconta una filosofia sportiva basata sulla continuità: un chilometro dopo l'altro, un allenamento dopo l'altro, con l'obiettivo di trasformare il lavoro quotidiano in prestazione.

L'obiettivo è Birmingham

Per Ahmed Ouhda, in questo momento, non ci sono altri pensieri.

Dopo gli Europei potrebbe esserci la mezza maratona dei Mondiali di corsa su strada di Copenaghen, ma oggi l'attenzione è tutta concentrata sulla maratona di Birmingham.

L'obiettivo dichiarato è la top 10.

L'obiettivo più importante, però, è un altro: arrivare al traguardo con la certezza di aver dato tutto.

 

Forza Ahmed, ci vediamo il 16 Agosto a Birmingham !