Quando si parla di allenamento e competizione in altura, l'attenzione viene generalmente rivolta agli adattamenti legati al consumo di ossigeno. Tuttavia, uno degli aspetti più sottovalutati della preparazione in quota riguarda la gestione dell'idratazione.
L'altitudine non rappresenta solamente una sfida per il sistema respiratorio, ma modifica profondamente l'equilibrio idrico dell'organismo. L'aumento della ventilazione, la ridotta umidità ambientale e le modificazioni fisiologiche che accompagnano l'acclimatazione possono determinare un incremento delle perdite di liquidi e favorire l'insorgenza di uno stato di disidratazione anche in assenza di una sudorazione particolarmente elevata.
Per gli atleti di endurance, una corretta strategia di idratazione assume quindi un ruolo fondamentale non solo per mantenere la performance, ma anche per preservare l'efficienza del trasporto dell'ossigeno ai tessuti.
Perché l'altura favorisce la disidratazione?
All'aumentare della quota diminuisce la pressione parziale dell'ossigeno atmosferico. Per compensare questa ridotta disponibilità di ossigeno, l'organismo aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori.
A questo fenomeno si associano ulteriori fattori:
Il risultato è un incremento del fabbisogno idrico giornaliero rispetto alle condizioni di pianura.
Disidratazione e utilizzo dell'ossigeno
Uno degli aspetti più importanti riguarda il legame tra stato di idratazione e capacità dell'organismo di trasportare ossigeno.
La disidratazione comporta una riduzione del volume plasmatico, ovvero della componente liquida del sangue. Quando il volume plasmatico diminuisce, il sangue diventa relativamente più concentrato e aumenta il carico di lavoro cardiovascolare necessario per garantire un adeguato apporto di ossigeno ai tessuti.
Questa condizione può tradursi in:
Il ruolo degli elettroliti
Quando si parla di idratazione non bisogna considerare esclusivamente l'acqua. L'efficienza della reidratazione dipende infatti dalla capacità dell'organismo di mantenere il corretto equilibrio elettrolitico.
Tra i minerali maggiormente coinvolti troviamo:
Il sodio rappresenta l'elettrolita chiave per il mantenimento del volume extracellulare e del volume plasmatico. Inoltre, favorisce l'assorbimento intestinale di acqua e glucosio attraverso specifici trasportatori sodio-dipendenti e garantisce gli scambi a livello neuro-muscolare.
Il potassio contribuisce alla funzione muscolare e nervosa, mentre magnesio e calcio partecipano ai processi di contrazione e rilassamento muscolare. Il cloro interviene nel mantenimento dell'equilibrio osmotico e acido-base.
Una riduzione significativa di questi elettroliti può compromettere l'efficacia della reidratazione e aumentare il rischio di affaticamento neuro-muscolare.
Soluzioni ipotoniche e supporto della performance in quota
Per ottimizzare l'idratazione dell'atleta endurance può essere utile ricorrere a soluzioni ipotoniche formulate con carboidrati ed elettroliti.
Le bevande ipotoniche possiedono un'osmolarità inferiore rispetto ai fluidi corporei e favoriscono uno svuotamento gastrico rapido e un assorbimento intestinale efficiente, caratteristiche particolarmente importanti durante l'esercizio fisico prolungato.
Hydro Plus rappresenta un esempio di soluzione ipotonica sviluppata per supportare l'idratazione e la performance negli sport di endurance. La formulazione associa elettroliti essenziali quali sodio, magnesio, calcio, potassio e cloro ad una miscela di carboidrati costituita da ciclodestrine e maltodestrine.
L'associazione tra carboidrati ed elettroliti permette quindi di perseguire un duplice obiettivo:
In condizioni di altura, dove il mantenimento del volume plasmatico assume un'importanza ancora maggiore per il trasporto dell'ossigeno, tale strategia può risultare particolarmente vantaggiosa.