Dalla BDC alla Gravel : 10 consigli per cominciare

Pubblicato il 18-05-2021
Dalla BDC alla Gravel : 10 consigli per cominciare

Molti stradisti si stanno appassionando sempre di più al fenomeno gravel, spinti anche dalla somiglianza delle due bici e dall’estrema libertà che questa “nuova” disciplina regala.

Anche se le due bici sembrano praticamente identiche, è bene adottare qualche piccolo accorgimento per non trovarci impreparati alle prime uscite in fuoristrada.

  1. Regoliamo la posizione: bdc e gravel hanno geometrie diverse, le gravel hanno un’impostazione più comoda e rialzata. E’ normale quindi sentirsi più alti con il busto, permette di guidare meglio sui terreni sconnessi e affaticarsi di meno.
  2. Rapporti : si può scegliere se passare al monocorona o rimanere fedeli alla doppia, nel primo caso ricordiamoci di montare un cassetta con un adeguata rapportatura ( ad esempio, corona anteriore da 40 denti e cassetta 11-42 è un ottimo compromesso per quasi tutti i percorsi).
  3. Pneumatici : chi proviene dalla strada è abituato a copertonicini da 23-25 massimo 28. Subito storce il naso nel vedere pneumatici da 40 (e anche oltre) ma ricordiamoci che queste bici sono nate per il fuoristrada. Inoltre, l’evoluzione tecnica ha creato gomme da 40-45 mm super scorrevoli..anzi in certi frangenti ( terreno smosso e friabile) risultano nettamente più scorrevoli delle sorelle strette, in quanto permettono un effetto di galleggiamento.
  4. Pressione Pneumatici : scordatevi le 8-9 atmosfere. Con coperture cosi’ voluminose, si può stare tranquillamente a 2-2.5 atm, anche perché pressioni superiori renderebbero la bici inguidabile e scomodossima, facendovi rimbalzare ovunque.
  5. Scegliamo un nastro manubrio con inserti in gel e che permetta una buona presa e grip: 20 gr in più non cambiano la vita ma un nastro di qualità migliora nettamente qualità e sicurezza di guida.
  6. Pedali : certo, possiamo mantenere i pedali da strada ma, consiglio spassionato, è vivamente sconsigliato. Se ci capita di scendere, portare in spalla la bici o altro, con le scarpette da strada rischiamo di scivolare con poco.
  7. Il concetto di gravel è basato sulla libertà di esplorazione, senza vincoli. Proprio per questo non sappiamo cosa ci aspetterà : portiamoci dunque tutto il necessario per eventuali noie meccaniche (una camera d’aria in più, uno smagliacatena, multitool, etc..). Chi fa mtb quasi sempre ha tutto con sé, ma lo stradista generalmente ha solo pompetta e camera d’aria. Fondamentale il multitool, in quanto ormai il 99% delle gravel ha il perno passante e senza chiave a brugola…faremo ben poco in caso di foratura!
  8. Utilizziamo le pratiche borse da applicare al manubrio o al telaio per portare con noi tutto il materiale elencato sopra, oltre a cibo e vestiario: in questo modo avremo le tasche della maglietta libere, rendendo la pedalata più comoda soprattutto in fuoristrada.
  9. Evitiamo selle super leggere e minimaliste, sia per una questione di comfort su terreni accidentati sia per una questione di durata : nel gravel la scivolata può capitare, come può capitare di pedalare in situazioni di fango o sporcizia che a lungo andare vanno a deteriorare la sella. Molte aziende hanno già creato modelli ad hoc, con sedute più comode e inserti in kevlar per migliorare durata e resistenza.
  10. Ultima cosa, che può sembrare banale, preferite borracce da 750 ml (almeno due) : su strada siamo abituati a rabboccare alla solita fontana o al bar, tutto questo in un giro gravel (magari lungo forestali di montagna) non c’è…meglio attrezzarsi!

 

(Marco Ponta) 

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